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ESPLORANDO LA TUA ATENA…

Atena è il secondo archetipo che esploriamo nel lavoro “Donne che vedono nel buio”. Atena, porta la donna ad esplorare il proprio lato oscuro: quella parte priva di scrupoli, stratega, che userà ogni mezzo in suo possesso al fine di ottenere ciò che vuole.

 

E’ proprio questo il motivo per il quale quando, dopo l’esplorazione della bella e selvaggia Artemide, si passa ad esplorare questo archetipo, la tendenza è quella di “baipassarla”. Tendenza peraltro comprensibile. E’ sufficiente farci una domanda molto schietta: a chi di noi piace riconoscere questo aspetto calcolatore, freddo, spietato, privo di empatia e totalmente sconnesso dalla sfera emotiva, fine a se stesso? Ecco, appunto.

Tanto potente, quanto trasformativa. E’ nel buio, che la vista di acutizza, è nella propria oscurità che la Donna ha possibilità di ritrovare la sua Risorsa e tornare alla luce con uno strumento di consapevolezza in più. Atena, va respirata, riconosciuta, accolta, integrata e contestualizzata. L’aspetto Atena va reso consapevole perché possa manifestare la propria efficacia, non sconnesso dagli altri archetipi, ma ben integrato ad ognuno di essi.

 

Caratteristiche di Atena

Atena è la dea della saggezza e dei mestieri e come le altre dee vergini è votata alla castità e al celibato. Anche lei, come Artemide, è protettrice, ma mentre Artemide protegge i più deboli, Atena protegge gli eroi da lei prescelti e la sua città eponima, della quale era l’unica divinità femminile.

Gli elementi che la caratterizzano nelle rappresentazioni sono: l’olivo, pianta da lei regalata alla città di Atene, la civetta, simbolo di saggezza e associata agli occhi grandi, serpenti intrecciati, raffigurati sul suo scudo, una corazza con la visiera dell’elmo tirata indietro per mostrare tutta la sua bellezza, uno scudo e una lancia.

Si caratterizza per abilità marziali che sottendono un pensiero intenzionale, strategico, pratico, volto ad ottenere risultati concreti. Il suo spirito vive nella città: al contrario di Artemide, dea dei boschi, per Atena i luoghi selvaggi vanno conquistati e bonificati.

 

Mitologia

Atena nasce direttamente dalla testa di Zeus, in sembianze di donna già adulta. Non fu mai bambina. Al momento della nascita emette un potente grido di guerra. Si dice che Atena sia “figlia del padre” in quanto lei si considerava figlia di un solo genitore: Zeus, appunto. Era l’unica alla quale lui affidava il fulmine e lo scudo, simboli del suo potere. Sembrava ignorare completamente di avere una madre (Metis).

I suoi protetti, furono tutti eroi e uomini di valore. Per alcuni di loro si battè. E come dea, fu lei a porre i principi del patriarcato al di sopra dei vincoli materni: diede il voto decisivo in favore di Oreste che aveva ucciso la madre, per vendicare l’uccisione del padre. Apollo aveva parlato a favore di Oreste, svalutando la figura della madre e proclamando il principio di superiorità del maschio sulla femmina. A testimoniare tutto ciò, c’era la nascita di Atena che non era stata partorita dal grembo materno. I voti della giuria erano pari quando Atena intervenne schierandosi con Apollo e così Oreste fu liberato.

Per difendere il patriarcato trasformò in ragno la presuntuosa Aracne che la sfidò in una gara di tessitura. Quando entrambe conclusero i loro lavori, Atena, nell’ammirare la perfezione dei lavori di Aracne, si infuriò non tanto per la sfida ma perché nelle immagini Aracne si era permessa di rappresentare i tradimenti e il comportamento sconveniente del padre Zeus. Così la trasformò in ragno, lasciandola appesa ad un filo e costringendola a tessere per sempre.

 

L’archetipo

Atena è un archetipo che mostra come una donna possa pensare, mantenendo il sangue freddo, lucidità e un sano distacco dal coinvolgimento emotivo. Per molte donne mettere in campo queste qualità è una cosa del tutto naturale. L’etichetta corretta non è “si comporta come un uomo” ma “si comporta come Atena”.

Spesso la donna si riconosce mascolina (e quindi sbagliata) nel vedere tratti di chiarezza nei suoi pensieri, trasparenza, acutezza della propria mente. In realtà nel momento in cui la donna riesce a ricondurre questi aspetti a delle qualità femminili riferite alla dea Atena, riesce a pacificare l’immagine di sé, percependola come positiva.

Perché nella donna vi sia equilibrio è necessario che Atena sia uno dei molti archetipi attivi e non il solo. In questo modo si può alleare con le altre dee. Se nel bel mezzo di un’esplosione emotiva la donna riesce a richiamare Atena come risorsa, riuscirà a viversi la manifestazione delle sue emozioni senza negarsi la lucidità necessaria. In questo modo avrà integrato diversi aspetti di sé a suo vantaggio.

Al contrario di Artemide che è circondata dalle sue nife, Atene predilige la compagnia maschile: le piace il potere maschile, ama esserne coinvolta e contemporaneamente è protetta dall’elemento delle dee vergini che l’aiuta ad evitare relazioni emotive e sessuali con loro. La mitologia racconta che Atena compare nel mondo dell’Olimpo come donna pienamente sviluppata: rappresenta una versione matura di dea vergine. Le piace occuparsi delle questioni del mondo, è pragmatica, non si perde nel romanticismo. Corrisponde all’immagine dell’adulta di buon senso.

 

Le sue attitudini

Atena è una stratega: ha successo nel mondo degli affari, del pensiero, della scienza, dell’arte militare e della politica. Il suo acume consente alla donna che incarna con disinvoltura questo aspetto, di spianarsi la strada in situazioni dove le valutazioni richieste sono di ordine politico ed economico. Questo archetipo vive nelle donne che si realizzano attraverso la concretizzazione dei propri obiettivi. Sa essere molto diplomatica ma sempre al fine di ottenere ciò che vuole. Ogni azione, parola, sguardo, pensiero in lei è ponderato, calcolato e non ci sono “sbavature” di tipo emotivo.

Essendo anche dea dei mestieri, si dedicava anche a cose belle. Come per esempio tessere: un’arte che richiede l’uso delle mani, la pazienza, la pianificazione.

 

La ‘figlia del padre’

In quanto figlia del padre, Atena si sente attratta da uomini che detengono autorità, responsabilità, potere. Uomini che corrispondono all’archetipo del patriarca. Abbiamo visto come lei sposi il patriarcato, dando il suo voto a favore della liberazione di Oreste e trasformando Aracne in ragno. Una volta che la donna Atena ha dato ad un uomo la sua fiducia, ne è sua sostenitrice indiscussa. I rapporti che stabilisce con gli uomini sono di collaborazione, cooperazione sul piano cognitivo, mai emotivo. Le donne Atena si attengono ad uno status quo, accettano le regole stabilite e si oppongono al cambiamento, sono conservatrici.

Porta la corazza per proteggersi dal proprio e dall’altrui dolore. Questa corazza corrisponde alle sue difese intellettuali: Atena rimane inaccessibile al sentimento. In una situazione di antagonismo questo archetipo si trova senza dubbio in vantaggio rispetto ad Artemide, che pur essendo competitiva, non porta la corazza. Atena valuta con freddezza spietata ogni cosa.

Nello stesso tempo è solita mantenere una tendenza naturale a non sbilanciarsi, a stare nel ‘giusto mezzo’: in questo modo tiene sotto controllo gli eventi, stabilendo con attenzione se apportare delle modifiche ad una determinata azione o meno.

 

Come attivare Atena

Per alcune donne questo archetipo è innato e lo possono coltivare con lo studio o col lavoro. Ogni tipo di studio ne stimola lo sviluppo: prepararsi per gli esami, acquisire nozioni, dover pensare con chiarezza, programmarsi, sono esercizi che evocano Atena. Questo chiaramente vale anche per tutte le donne in cui questo archetipo non è innato: è importante imparare a richiamare la risorsa che porta l’energia di Atena, soprattutto ogni volta in cui la donna si trova in una situazione emotiva impegnativa e necessita di pensare con chiarezza.

 

La donna Atena, l’infanzia e i genitori

E’ una donna pratica, priva di complicazioni, disinvolta, fiduciosa, che fa le cose senza farle pesare. Gode di buona salute, fisicamente ha lineamenti marcati, è inappuntabile e tutta la vita conserva l’aspetto della collegiale, sia come look che a livello di mentalità.

Come Artemide, la bambina Atena ha un’elevata capacità di concentrazione ma con una tendenza intellettuale: non è escluso che inizi a leggere da sola, prima del tempo stabilito. E’ molto curiosa e vuole sapere come funzionano le cose.

Anche per questa figura, come per Artemide, è molto importante avere la benedizione del padre: a quel punto la donna cresce nella piena fiducia delle proprie capacità, sicura di sé, intelligente, ambiziosa senza che tutto ciò le crei conflitti.

Succede però che ci siano padri diversi da Zeus. Se per esempio cresce con un padre troppo impegnato per notarla o che anziché accettarla cerchi di ridimensionarla alla via più “tradizionale” lei avrà la sensazione di non essere accettata e metterà in dubbio le proprie capacità. Quando invece si trova con un padre che fallisce a livello lavorativo, che ha problemi di alcolismo o che non riesce a ‘decollare’, il suo sviluppo viene ostacolato e non aspirerà ad obiettivi dove potrebbe riuscire e anche quando le arriva qualche tipo di riconoscimento dall’esterno, lei avrà la sensazione di non esserne degna.

La relazione con la madre è piuttosto delicata. La madre di una figlia Atena, a meno che non sia un’Atena anche lei, non si sentirà apprezzata dalla figlia e avrà la sensazione che appartenga ad una specie completamente diversa. Può succedere che la figlia Atena tratti la madre da incompetente. (Ricordiamoci che nella mitologia Atena nasce dalla testa del padre, non viene partorita dalla madre e si considera “figlia del padre”).

E’ una figlia che non da problemi: niente capricci né mutamenti ormonali.

Ricordate la storia di Aracne? La donna trasformata in ragno per aver reso pubblici i tradimenti di Zeus. Bene, alla donna Atena non esiste ragno che possa farle paura.

Eccelle nel cucito, nel ricamo, nella tessitura: ma non per il puro piacere, bensì per il gusto della sfida. Per lei ogni cosa che fa rappresenta una maestria.

E’ una donna che nel sociale studia molto attentamente la situazione per capire come vestirsi, comportarsi, cosa dire e non dire. Non fa mistero della sua natura competitiva, è simpatica pur tuttavia non lasciandosi mai prendere dalle emozioni.

 

Atena e il lavoro

A questo punto immagino abbiate già capito di che cosa è capace la nostra bella Atena pur di eccellere. E’ una donna che vuole diventare qualcuno: lavora sodo, osserva la realtà e vi si adegua. Non si aspetta di venire salvata da un matrimonio: autonoma e indipendente non fantastica mai sul “principe azzurro” e questo è un aspetto che la tiene molto ancorata alla realtà e alla terra. E’ super organizzata in qualsiasi ambito della sua vita: dall’agenda, alla cucina, alla gestione del budget. Ha una mentalità pragmatica ed è un affarista per cui non si lascia incantare da storie pietose. Crea, vende, mette in mostra ciò che realizza.

 

Atena e le Donne

Al contrario della selvaggia Artemide, Atena non ha amicizie femminili intime. Non stringe amicizie del cuore. Nella mitologia ebbe solo un’amica di nome Pallade che era per lei come una sorella ma per errore la uccise durante una gara.

Il suo bisogno di vittoria, la sua competitività uccidono l’amicizia con le altre donne che restano spesso attonite di fronte alla sua noncuranza rispetto alla loro relazione, pur di ottenere il suo obiettivo fa di tutto, incluso l’inganno. Ed è qui che esce il suo lato oscuro che uccide il legame.
Questa mancanza di affinità con le altre donne in genere inizia con l’infanzia sia con l’adorazione che ha verso il padre (uomo) che con la svalutazione che spesso ha nei confronti della madre (donna).

La sorellanza è un concetto estraneo alla maggior parte delle donne Atena.

A questo proposito è interessante approfondire il significato simbolico della storia di Aracne: la paziente che rivela che lo psichiatra che la cura ha contravvenuto l’etica professionale facendole proposte di tipo sessuale, una figlia che rivela l’incesto in famiglia: sono, come Aracne, la voce di ‘nessuno’ che rende pubblici i comportamenti di un uomo potente che in privato sfrutta la sua posizione per sedurre e manipolare donne vulnerabili. La donna Atena, rimprovera a queste voci di aver rivelato pubblicamente un’azione che sottopone l’uomo ad una critica. Queste donne non aiutano le sorelle ad andare avanti e, anzi, le boicottano.

 

Atena e gli Uomini

Per lei esistono solo gli eroi e gli uomini di successo. “Il potere è il miglior afrodisiaco”. Non considera minimamente poeti o personaggi romantici o gli uomini che cercano qualcosa oltre la materia. Solo i vincenti sono degni di attenzione. E’ lei che sceglie, attivando una strategia che farà credere a lui di aver fatto la scelta. Una volta conquistata la sua preda, cerca di diventargli indispensabile. Vivendo così tanto nella mente e non essendo in contatto con il suo corpo, il sesso diventa parte dell’accordo implicito della relazione, qualcosa che fa regolarmente, a meno che in lei non si attivino gli archetipi di Afrodite o Era. In tal caso diventa l’espressione di un’attrazione erotica o di un impegno emotivo.

Nel matrimonio ciò che si attiva in lei è un rapporto di solidarietà. Lei è la socia del suo uomo, colei che lo sostiene e lo aiuta. Inaccessibile alla gelosia sessuale. E’ molto leale, a volte non è fedele sessualmente ma trova comunque difficile essere sostituita per un’attrazione passeggera a tal punto che fino a che il matrimonio non viene minacciato può addirittura razionalizzare e accettare la presenza di un’amante. Non essendo toccata dalla passione, non riesce a valutarne l’importanza per qualcun’ altro e mancando di empatia a volte può sottovalutare situazioni che invece la colgono impreparata.

 

Come integrare l’energia dell’archetipo Atena: recuperare la bambina e scoprire la madre

La donna Atena ha una grande capacità di intimidire gli altri e raggelare ogni tipo di spontaneità, vitalità, creatività. Questo è chiamato l’effetto Medusa. E’ il simbolo che porta sulla sua corazza: una medusa con dei serpenti al posto dei capelli dall’aspetto terrificante per chiunque guardasse. La sua mancanza di sensibilità e di empatia può essere devastante per qualsiasi atmosfera.

La donna che vive ‘come Atena’ per le caratteristiche sopra descritte, è una donna che si risparmia la sofferenza del mondo emotivo, il Sali-scendi delle passioni, non conosce la profonda disperazione ma non entra mai in connessione con l’intensità erotica o l’estasi. Vive nella testa e manca completamente dell’esperienza del corpo, del piacere che ne può derivare così come del dolore.

E’ importante per questa donna andare oltre questo archetipo, oltre questa dimensione ed integrare anche altri aspetti di sé: la parte emotiva, l’ascolto empatico.

 

Per fare ciò è necessario che recuperi la bambina che non è mai stata. Ricordiamo che nella mitologia Atena è nata nelle sembianze di donna adulta. Recuperare l’innocenza, lo stupore e la meraviglia della bambina può essere di grande aiuto alla donna Atena per avvicinarsi all’ascolto di sé, del proprio mondo emotivo e degli altri.

Un altro aspetto molto importante per Atena è la “rimembranza” (Christine Downing, The Goddess). Mancandole il legame con l’archetipo materno ha bisogno di stabilire una connessione dentro di sé con la Madre, riscoprendo il rapporto con il femminile. Le sarà molto utile realizzare che i valori femminili sono stati inghiottiti dal patriarcato, cultura oggi dominante. Le farà bene aprirsi alla sorellanza, alla riscoperta del femminile partendo da sé verso la sorellanza con altre donne.

 

Questo archetipo manifesta molti aspetti scomodi, come ho scritto all’inizio. Ritengo che valga la pena di riconoscerli, osservarli e, se necessario, integrarli. E’un archetipo che può diventare un’alleanza per la Donna in età adulta, nel momento in cui le arriva la consapevolezza di rendersi conto che razionalità, pianificazione, strategia, se usate con buon senso, sono strumenti assolutamente vincenti nella strada verso il conseguimento degli obiettivi definiti da Artemide.

 

Francesca Tamai

 

Immagine dal web. Fonte sconosciuta.

 

 

 

 

 

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